Speciale Jobs Act


Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via definitiva, lo scorso 23/09/2016, lo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive dei Decreti Legislativi nn. 81, 148, 149, 150 e 151 (c.d. JOBS ACT).

 Tra le principali novità, segnaliamo quella relativa al lavoro accessorio (i cosiddetti voucher). Le novità entreranno in vigore a decorrere dal giorno successivo a quello di pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale.

 Due gli assi di interventi su cui interviene il decreto correttivo:

-         le modalità di comunicazione;

-         l’introduzione di un regime sanzionatorio relativo alle violazioni in materia di comunicazione.

 Le finalità che hanno mosso il legislatore ad intervenire hanno riguardato il contrasto all’eccessivo uso di una tipologia di lavoro che – come peraltro indica la definizione – doveva servire a regolamentare lavoro occasionale o comunque eccezionale. Invece, come dimostrano i dati e la crescita esponenziale dell’utilizzo, ha finito per diventare in taluni casi una forma di sostituzione di altre tipologie di lavoro verosimilmente subordinato. Inoltre, il sistema di comunicazione si prestava al possibile utilizzo di buoni orari in misura inferiore rispetto al lavoro effettivamente prestato dal prestatore celando così sacche di evasione parziale da ogni obbligo.

 

COMUNICAZIONE PREVENTIVA__

Per contrastare gli abusi, l’intervento del legislatore ha riguardato sia i tempi che i contenuti della comunicazione. Per quanto concerne i tempi, non sarà più possibile effettuare la comunicazione a ridosso dell’avvio della prestazione. E’ infatti necessario che la comunicazione venga effettuata almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione. Per quanto concerne invece i contenuti della comunicazione, altra importante novità, è l’obbligo di dare contezza, oltre che del luogo, soprattutto del giorno e dell’ora di inizio e di fine della prestazione, riconducendo così nell’alveo della genuinità l’utilizzo del voucher che non potrà pertanto coprire che un numero limitato di giornate di prestazioni. Nessuna variazione per quanto concerne invece le altre informazioni da comunicare e cioè i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore.

 

Continua…